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giovedì 14 febbraio 2013

Nuvo look per il palazzo della Grimaldi Lines



 Lavori quasi terminati per il palazzo che ospita la sede della Grimaldi Lines, compagnia di navigazione,  in via Marchese Campodisola. Ci troviamo nella zona interessata da quei lavori di fine Ottocento, meglio conosciuti come "Risanamento" della parte bassa della città. Il dedalo di vicoli e stradine a ridosso del porto ha visto nel corso degli anni diversi interventi architettonici, da quelli del Risanamento a quelli del ventennio Fascista, per giungere agli interventi scellerati del secondo dopoguerra che, come spesso è accaduto anche in altre aree cittadine, hanno prodotto risultati che, per usare un eufemismo, non sempre sono stati gradevoli alla vista.

 L'edificio che ospita la Grimaldi Lines rientra in quella fascia di edilizia post bellica in cui la pessima architettura viene ancor più evidenziata dal confronto con le diverse architetture modeste  dei palazzi preesistenti compresi quelli semplici  scampati al Rinasamento.

I lavori di restyling stanno producendo i primi gradevoli risultati, in attesa dell'effetto finale.







martedì 5 febbraio 2013

I primi cantieri del Grande Progetto Pompei



Con la visita del Commissario Europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, accompagnato dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, dal ministro per i Beni e le attività Culturali, Lorenzo Ornaghi e dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, verranno inaugurati i primi tre cantieri del Grande Progetto Pompei.


Presentazione

«Certi beni del patrimonio culturale naturale offrono un interesse eccezionale che esige la loro preservazione come elementi del patrimonio mondiale dell’umanità».

Pompei, tra i maggiori luoghi-simbolo dell’Italia, è una delle aree archeologiche visitabili più estese al mondo e, dopo il circuito Colosseo-Palatino, è il secondo tra i siti archeologici italiani per numero di visitatori.



Dopo i crolli avvenuti nell’area archeologica di Pompei nel novembre 2010 e nei mesi successivi è stato adottato un programma straordinario per rafforzare le azioni e gli interventi di tutela.



In particolare Pompei - area scavata di oltre 66 ettari, con i resti degli edifici del I secolo privi di copertura ed esposti agli effetti climatici - da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi.






La Commissione europea ha quindi approvato un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale destinato al progetto di restauro dell'area del sito italiano UNESCO di Pompei, in Campania. I siti italiani, infatti, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», sulla base delle tipologie individuate dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e ambientale firmata a Parigi il 16 novembre 1972, dai Paesi aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), sono, per la loro unicità, punte di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a livello internazionale e acquisiscono priorità di intervento qualora siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti.

Il progetto finalizzato alla conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei prevede l'investimento di 105 milioni di EURO a partire da fondi UE e nazionali.

È stato avviato un percorso che, grazie al lavoro del precedente governo, ha consentito di siglare con il commissario UE Johannes Hahn un piano per i restauri immediatamente cantierabili a Pompei e per interventi di ampio respiro sul sito.

L'obiettivo è conservare uno dei principali siti storico-culturali europei, in quanto attrazione turistica ed importante fattore economico per l'intera Regione Campania.

I 105 milioni di fondi UE saranno utilizzati in base al piano di interventi messo a punto dal Ministero ed approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Queste risorse saranno dedicate interamente a Pompei e si aggiungeranno ai 40 milioni di euro annui di cui dispone la Soprintendenza. Un’intesa interistituzionale, è stata sottoscritta il 20 gennaio 2012 dalle Amministrazioni interessate al “Grande Progetto Pompei”, per assicurare che il piano di interventi previsti sia realizzato attuando tutte le misure idonee a prevenire e contrastare tentativi di infiltrazione della criminalità, attraverso una più intensa e costante collaborazione tra i soggetti coinvolti e ad una efficace rete di monitoraggio sugli appalti di lavori, servizi e forniture, nonché mediante la tracciabilità dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.

L'approvazione del progetto fa seguito alla domanda inoltrata dalle autorità italiane e ad un piano d'azione concordato con la Commissione in cui è stata accertata l'entità dei lavori necessari per la riabilitazione di Pompei, gravemente danneggiata dalle eccezionali precipitazioni temporalesche abbattutesi sul sito a fine ottobre e dalle intemperie verificatesi nel 2010 che avevano già causato gravi crolli.

" Abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito ed abbiamo disposto un affiancamento, già operativo, alla sovrintendenza perché si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza più urgenti. " - dichiara Giancarlo Galan, a suo tempo Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

E commentando l'approvazione del finanziamento Johannes Hahn, Commissario responsabile per la politica regionale, ha dichiarato: "Abbiamo dato la nostra approvazione a questa importante opera di restauro non solo nell'interesse dell'Italia, ma dell'intero patrimonio storico europeo. Sono certo che questa iniziativa avrà un impatto positivo sul turismo e sull'economia della zona e quindi su tutti gli abitanti nella regione."

Il progetto Pompei prevede di:

- consolidare le strutture del sito archeologico, a partire dalle aree definite "ad alto rischio" sulla base della mappa del rischio archeologico;

- costruire un sistema di canalizzazione e di drenaggio nell'area di proprietà statale non ancora scavata sotto la quale sono sepolti gli edifici antichi;

- procedere a lavori di consolidamento, restauro e abbellimento in linea con le metodologie di conservazione programmata;

- migliorare la formazione del personale della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (SANP) addetto al sito.


mercoledì 30 gennaio 2013

Un Cavaliere a Toledo



Nuovo monumento equestre a via Toledo, incrocio via Diaz, opera dell'artista William Kentdrige, che ha realizzato anche il grande mosaico all'interno della nuova stazione Toledo della linea 1 della metropolitana.

Il monumento è la ciliegina sulla torta di un complesso lavoro durato undici lunghi anni, che ha visto impegnata la strada sovrastante la complessa e splendida stazione napoletana, recentemente eletta dal Daily Telegraph la più bella stazione di metro d'Europa.

Risistemata tutta la via Diaz che ha ospitato il cantiere, troviamo: nuovo arredo urbano, nuova illuminazione pubblica e soprattutto nuovi alberi per una strada diventata in gran parte pedonale.

Nel primo tratto di strada - confinante con via Toledo - oltre al monumento equestre ed i lucernari (cd. capirotes) che attirano la curiosità dei passanti, troviamo anche dei nuovi e particolari stalli per le bancarelle.

 il nuovo monumento equestre



lucernario

via Diaz




nuovi arredi

Ascensore per la stazione della metropolitana

Il nuovo disegno della strada

la strada in gran parte pedonalizzata con i nuovi arredi

I nuovi "funghi" che ospitano le bancarelle

particolare dei funghi

il resto di via Diaz interessata dai lavori che guarda verso piazza Bovio

In questo pezzo di strada dove hanno lasciato una corsia per le auto, troviamo ben due file di nuovi alberi


Nuovi dissuasori, strisce pedonali in cubetti di porfido, sistemati quelli nella sede stradale.

Il marciapiede allargato rispetto a quello precedente. Anche qui oltre a nuovi alberi, troviamo anche nuovi lampioni

Sostituito anche il chioschetto dell'edicola 

particolare degli invasi

giovedì 24 gennaio 2013

Pedonalizzare il Lungomare?

Sondaggio de La Repubblica sulla pedonalizzazione del Lungomare, vince il sì ma la città è divisa. I risultati del sondaggio promosso nei giorni scorsi dal sito de La Repubblica: su circa settemila votanti, il 55 per cento favorevole alla pedonalizzazione.
Napoli si spacca. Il 55 per cento dei napoletani, settemila circa, che hanno risposto al sondaggio lanciato nei giorni scorsi da napoli.repubblica.it si dicono favorevoli alla pedonalizzazione del lungomare e confermano dunque la scelta dell'amministrazione comunale. Ma c'è un altro 45 per cento che lancia comunque segnali diversi e chiede una mediazione.

Il 29 per cento di chi ha votato, difatti, è contrario alla pedonalizzazione, mentre il 16 per cento sollecita  una soluzione intermedia. Per esempio chiusura parziale o limitata a certi orari. Per quanto i sondaggi, com'è ovvio, non abbiano un valore statistico e non pretendano di fotografare con esattezza le scelte di una comunità, essi aiutano però a cogliere una tendenza generale. Che se da un lato premia le scelte del Comune sul lungomare, dall'altro sollecita una riflessione.




mercoledì 9 gennaio 2013

Via Rossini: Quando a riqualificare gli spazi urbani non è solo la metropolitana.

Ormai conclusi i lavori del parcheggio pertinenziale interrato di via Rossini, quartiere Vomero. Parcheggio da 56 posti che rientra tra quelli in costruzione negli ultimi anni nel quartiere collinare. A lavori terminati, la strada appare con una nuova pavimentazione e nuovi arredi urbani, oltre con una illuminazione pubblica potenziata.


Agrumi, come scelta del nuovo verde. Già presenti in altre zone della città.
Nuove panchine
Acensore in vetro a impatto zero
Potenziata anche la pubblica illuminazione con lampioni diversi dal solito modello "tangenziale" presenti in zona. Nuove fioriere con seduta.
Accesso al parcheggio per le auto
Accesso al parcheggio pedonale.

venerdì 28 dicembre 2012

Palazzo Maddaloni; la reggia di via Toledo.



"Scendono i ponteggi dalle facciate di Palazzo Maddaloni, mostrando i primi e significativi risultati di restauro di uno dei più bei palazzi barocchi di Napoli.
Palazzo Maddaloni, le cui origini risalgono agli anni ‘80 del 1500 per volere di Cesare d'Avalos, Marchese del Vasto.
Nel 1656, con l'acquisto da parte di Diomede Carafa, Duca di Maddaloni, si hanno le modifiche più significative, con l’affidamento della ristrutturazione al bergamasco Cosimo Fanzago, al quale si devono la loggia, lo scalone, nonché il disegno del portale su via Maddaloni.
Danneggiato gravemente durante il secondo conflitto mondiale prima, e dal terremoto del 1980 dopo, Palazzo Maddaloni ritorna all'antico splendore dopo due anni di lavori, che vedono recuperati i quattro prosetti esterni, il cortile con il loggione interno e gli splendidi affreschi nel vestibolo. I lavori non sono del tutto completi; risultano in attesa di completamento la base esterna delle quattro facciate, lo scalone scenografico interno e parte del cortile

Prospetto su via Toledo
Base (in ristrutturazione)
Prospetto su via Senise (con recupero del cupolino).


Restaurati gli affresci seicenteschi di Agostino Beltrano, nella volta dell' atrio.  
Andato perduto un pezzo di affresco sulla controfacciata.


Manca il maestoso e raffinato portale di Cosimo Fanzago, ripulito, ma ancora sotto ponteggio

. Da riportare nel prossimo aggionamento di totale fine dei lavori.