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lunedì 19 gennaio 2015

Campi Flegrei. La casina incantata nel lago

Alcuni scatti fatti alla Casina Vanvitelliana sul lago del Fusaro, nel comune di Bacoli appena fuori Napoli.
Costruita durante il settecento da Luigi Vanvitelli, completata poi dal figlio Carlo, come Casino Reale di caccia e pesca per volere di Ferdinando IV di Borbone.
Hanno soggiornato in questo edificio anche personaggi illustri come Wolfgang Amadeus Mozart e Gioacchino Rossini ( fonte wikipedia)
Tra il cambio dei vari Regnanti e  propietari, arriva fino ai giorni nostri ancora intatta.
L'ultimo restauro risale al 2008.
Interessante della Casina , tra le altre cose, è la struttura del tetto in capriate. All'epoca molto all'avanguardia come opera ingegneristica.
Con ancora qualcuno dei  suppellettili originali, frammeti di pavimento e residui di affreschi, la casina incantata nel lago è tra le bellezze della zona che ancora aspettano una maggiore attenzione turistica, quasi del tutto assente nelle terre del mito.
Merita molto altro che apparire sempre come una simpatica location per book fotografici di giovani sposi.
Il rilancio turistico della zona, tra archeologia, mito, enograstronomia e paseggio,  passa anche sulle sponde di questo lago.
Peccato che le amministrazioni tutte,  locale, Provinciale e Regionale, sembrano molto distratte su questa cosa.
Panorama di Bacoli, com il Lago del Fusaro e la Casina Vanvitelliana.

Il lungo pomte di legno 

La Casina Vanvitelliana







Sulla riva del lago "L'ostrichina"

Interno della casina


Piano superiore. Il pavimento maiolicato rifatto recentemente su disegno di quello originale.

Affreschi conservati


terrazzo del piano superiore

panorama dal terrazzo, Oltre la sponda del lago troviamo il mare. Subito dietro si vede Ischia
col suo monte Epomeo.

Il ponte, l'ostrichina, il parco e dietro la cittadina di Bacoli.





abitanti del lago.

giovedì 15 gennaio 2015

Zona Porta Capuana. Lavori a due antichi monunemti.

Sono partiti i lavori alla cinquecentesca fontana del Formiello e alla settecentesca edicola di San Gennaro.
La prima si trova addossata a castel Capunano, mentre la seconda è posta sul sagrato della chiesa di santa Canterina al Formiello, opera del Vaccaro.
I due monumenti sono in fase di restauro, che durerà tre mesi, grazie ai settantamila eruo offerti dall'associazione culturale " le due sierene".
Quindi, anche in questo caso, pezzi del patrimonio artistico della città che vengono recuperati a zero spese per il comune.
Ricordiamo che la settecentesca edicola di san Gennaro, tre anni fa, fu presa di mira dai soliti vandali che la imbrattarono con lo spray.
Se i privati si fanno avanti "economicamente" per il bene dei nostri monumenti, il Comune, Prefetto e chi di competenza, deve assolutamente trovare un modo per risolvere questa piaga "dello spray" che in questo periodo ha raggiunto i massimi livelli di demenza.

Nel frattempo ringraziamo i privati che si adoperano, economicamente, per il recupero monumentale cittadino. 


Fontana del Formiello ( foto prese da wikipedia)

Fontana del Formiello (foto prese da Wikipedia)

Edicola di san Gennaro (foto presa da Wikipedia)

mercoledì 14 gennaio 2015

Piazza Plebiscito, si cambia colore.

Aggiornamento fotografico dei lavori che riguardano il restauro totale delle parti esterne alla chiesa di san Francesco di Paola in piazza Plebiscito.
Sono mesi che monitoriamo le fasi dei lavori che con sorpresa stanno restituendo lo splendore antico alla Basilica voluta come ex voto da Ferdinando IV di Borbone, costruita nella prima metà dell'ottocento su modello del Pantheon Romano dall'architetto Ticinese Pietro Bianchi.
La prima fase ha visto i lavori di restauro  al colonnato, ora si lavora sulla chiesa.
La sorpresa riguarda il colore della grossa cupola centrale e delle due cupolette laterali.
Tutte le cupole sono sempre apparse bianche. In realtà celavano il colore originale probabilmente duvuto dal tipo di materiale usato per il rivestimento che sembra in metallo.
Il "cambio" di colore, adesso più scuro, taglia decisamente con il bianco del grosso tamburo e del colonnato.
Anche dai punti panoramici, dove la grossa cupola ha sempre svettato, adesso il maggior contrasto le dona più  visibilità.
Per il resto si lavora al prosetto principale dove sono stati ripuliti i gruppi scultorei, il timpano e le colonne di marmo.
Nella parte interna si lavora al grosso ipogeo chiuso da moltissimi anni che, restituito alla città, sarà utilizzato come spazio espositivo.
A fine lavori per un reportage fotografico dettagliato di tutte le parti restaurate, compreso il colonnato.

Seguono le foto, dove possiamo vedere il prima/dopo lavori.
PRIMA

PRIMA

DOPO

Un primo piano allo stato del monumento prima dei lavori

Qui vediamo le prime fasi di ripilitura al grosso tamburo, abbastanza annerito in molti punti. 

Qui vediamo terminati i lavori alle due cupolette laterali con in corso la  ripulitura della cupola centrale. 

Si vede anche  il risultato del grosso tamburo ripulito

Lavori al prostetto principale

In questa foto possiamo ammirare i lavori finiti alla cupola, al tamburo, al timpano e alle parti scultore 



Interessante è vedere la passeggiata che corre intorno al tamburo. Peccato che non sia nelle intenzioni di aprirla al pubblico

nel dettaglio 

Il rivestimento sempre fatto in metallo. Interessante è vedere le colonnine della balaustra che riportano lo stemma dei Borbone.

panorama da castel sant'Elmo PRIMA

panora da castel Sant'Elmo PRIMA

Panorama da castel Sant'Elmo DOPO
Infine particolare del rivestimeto alle cupolette.


martedì 13 gennaio 2015

Il nuovo ponte del Maschio Angioino.

Ecco le foto del nuovo ponte realizzato di recente per accedere al Maschio Angioino. Il vecchio intavolato in legno d'abete, ormani consumato,  è stato totalmente sostituito con uno nuovo fatto in legno di ikoro più adeguato al suo compito.
A costo zero per il Comune, il lavoro è stato svolto in soli 5 giorni granzie alla ditta "Edil Legno" di Treviso.
Continua così il restauro del patrimonio monumentale, col metodo dello sponsor, a zero spese per il Comune.
 Sono infatti fresche le notizie che riguardano altri due monumenti appena cantierati per il restauro grazie a sponsor che ne hanno finanziato i lavori. 










lunedì 12 gennaio 2015

Stazione di Piazza Garibaldi, restyling

Sono a buon punto i lavori di ristrutturazione della stazione di Piazza Garibaldi, usata per il servizio metropolitano ( linea2) e metropolitano regionale esercitato da Trenitalia.
La stazione risale agli anni venti del novecento.
 In un primo momento risultava in trincea. Poi fu "tombata" con la demolizione del vecchio edificio della stazione centrale sul finire degli anni cinquanta. 
Dei rivestimenti e degli arredi originali non ne restava praticamente nulla. I vari restiling fatti nel corso degli anni, hanno sempre restituito una stazione senza troppe pretese. Con questo nuovo rivestimento in pannelli bianchi che va a coprire quello presistente, si cambia decisamente volto e soprattutto si da spazio alla luce.  
Il nuovo rivestimento risulta essere lo stesso già adottato, qualche anno fa, per il nodo di Roma Termini.
lavori in corso al binario4, si vede il vecchio rivestimento



ripitturata in nero la copertura

da notare il cambio di illuminazione. Potenziata con nuove lampade. Tolte quelle vecchie a sfera

il nuovo rivestimento. Il pavimento è stato ricoperto da una resina.

il tutto risulta gradevole è soprattutto molto più luminoso rispetto al prima.


Aggiungi didascalia

aggiornata anche la segnaletica. Dallo scorso 14 dicembre, il capolinea di Gianturco (per il servizio della linea2) è stato spostato a San Giovanni/Barra

Binario4: rimesse le panchine già presenti prima dei lavori. Si spera che ne mettano altre.

Binario1: stesso numero di sedute, poche, come al binario4



Finiti i  lavori ai binari 1 e 4, si lavora a quelli centrali

Peccato che la tinta nera usata per tutta la zona alta, non mette in risalto la parte strutturale in metallo che regge la copertura.

Aggiungi didascalia

in questa fo to si vedono: il pavimeto che sarà ricoperto dalla resina e i colori della struttura in ferro

qui vediamo le prove colore delle travi in ferro. Una in nero opaco, mentre l'altra è in nero lucido


queste sono le scale che portano a un corridoio di collegamento sia con la piazza che con la costruenda piazza ipogea e quindi alla stazione Garibaldi della linea1. Si recupera un sottopassaggio già esistente ma chiuso da molti anni.